Esiste un Regno, situato ad ovest del Mondo Ancestrale, pregno di storia e misteri. Confinante con il Grande Mare di Etrea ad ovest e il Lago Centrale di Iemur ad est, vede il confine nord con il grande Regno di Enuitari. Queste terre sono il Regno della Dea Mavron e sono tra le più ricche in termini di bioma. Sì perché il panorama cambia drasticamente a seconda dalla zona esplorata e lo stesso clima è soggetto a cambiamenti bruschi. Non c’è da stupirsi quindi se gli stessi abitanti del Regno di Mavron sono molto diversi tra loro e spesso divisi in etnie e gruppi. Fortemente influenzati dal culto della Dea dell’inganno, è tangibile un comune filone di pensiero e filosofia che accentua alcuni tratti culturali come ad esempio una certa diffidenza e ambizione perfettamente affini agli obbiettivi individuali. Non a caso la storia del Regno di Mavron conta non poche guerre interne, fortunatamente brevi, tra le diverse città. Se l’attitudine temeraria porta al voler prevalere l’uno sull’altro, è altresì motivo di grande sviluppo e potere: non ci sono limiti alle mire espansioniste ed evolutive del governo locale che risponde con grande severità alle prese di posizione del popolo e pretende sempre il massimo.

Il Regno di Mavron è un Impero, costituito per l’appunto da un esteso insieme di territori e popoli, sottoposti ad un’unica autorità personificata nella figura dell’imperatore. Il territorio viene suddiviso in province, spazi sotto la gestione dei governatori nominati dall’Imperatore stesso che inevitabilmente stabilisce l’etnia dominante nei confronti dei popoli assoggettati al suo comando.

Come ogni Impero che si rispetti, il Regno di Mavron è caratterizzato da un’ideologia tipicamente imperiale che in questo caso si fonda sulla religione, di devozione a Mavron, su cui si modellano i meccanismi di controllo politico, sociale, religioso ed economico. L’ideale vuole basarsi sulla convivenza in armonia nel rispetto della diversità, ma soprattutto sul riconoscimento da parte di ogni clan, gruppo o tribù di un’unica fonte di potere sovrano, attribuendogli una qualifica in qualche modo divina, quale penultimo passaggio antecedente nella scala dell’autorità, alla divinità stessa. L’imperatore è quindi scelto da Mavron ed è detentore di grandi poteri sovraumani nonché di un controllo diretto sulla casta sacerdotale stessa.
Entrando nello specifico dei vari territori, scopriremo quindi quali siano le sfere di potere e caratteristiche culturali dei vari popoli.

A nord si estende il Lago delle Illusioni, una vasta distesa di acqua dolce dal colore grigiastro in mezzo alla quale venne costruita la Torre degli Spiriti. Questi luoghi sono considerati pericolosi e pochi osano avventurarsi in quei paraggi. Infatti si narra che allontanandosi dalla riva e osservando la superficie dell’acqua sia possibile vedere un accurato riflesso di sé stessi e della propria anima. Immagini delle verità più nascoste affiorano e tendono a legarsi con la mente del malcapitato fino ad inghiottirlo trascinandolo negli abissi. Considerata una sfida per i sacerdoti più audaci, è stato causa di morte per numerosi di loro e pochi maestri vantano di aver raggiunto la Torre degli Spiriti. Questa roccaforte venne costruita in cima ad una colonna di roccia creatasi naturalmente e fu per numerosi anni la sede di un antico ordine di temibili assassini. All’epoca del dominio della città di Varash, essi nacquero come corpo scelto a difesa della famiglia Imperiale. Si narra tuttavia che la loro fine fu sancita proprio da uno dei membri dell’ordine che si innamorò di una giovane nomade proveniente da nord. Con la passione nacque in lui la paura di perderla e il dubbio sul suo credo. I tempi erano difficili, la situazione fragile: trasmise il suo dubbio ai suoi compagni e durante una traversata, il lago vide la loro debolezza mostrando loro le loro paure più profonde e li prese con sé, trascinandoli giù nelle sue profondità. Solo pochi sopravvissero a questo triste avvenimento, proprio coloro che fondarono l’attuale Ordine delle Ombre, i Senza Nome. Ad oggi la Torre degli Spiriti rimane un luogo abbandonato e infestato dai fantasmi, carico di maledizioni e malaugurio. Il Lago è delimitato a nord da una fitta foresta selvatica che conta una flora ostile e predatori temibili che tengono lontane le mire espansionistiche del regno confinante. Infatti gli alberi sono particolarmente grandi e forti, dotati di una difesa naturale unica nel suo genere ossia dei rami bassi naturalmente affilati come lame. Non a caso i popoli antichi chiamavano quell’angolo di mondo la foresta delle Lame, nome andato dimenticato con il passare dei secoli.

Spostandoci verso il confine a nord est notiamo come il territorio cambi il suo aspetto divenendo sempre più arido e roccioso. La temperatura si alza divenendo febbrile: nessun popolo si è mai installato in quel contesto ostile a causa di strane piaghe che si presentano su tutto il corpo a causa del Cratere. Tutto questo è dovuto agli effetti conseguenti all’impatto di Turog che squarciò in due il Mondo Ancestrale tra cui il Regno di Mavron. Infatti in quella occasione il Regno di Mavron vide non solo la netta divisione in due parti del proprio territorio ma anche la successiva e imminente perdita di quell’importante porzione di territorio rimasto nelle grinfie del Caos, al di là del Lago Iemur.

Lungo le coste del lago Iemur, andando verso sud, è possibile imbattersi in un bosco molto caratteristico, un piccolo gioiello del Regno di Mavron. Il Bosco degli elfi Oscuri è famoso per i suoi colori violacei e le piccole luci che di notte fluttuano al suo interno come per magia. Ricco di vegetazione, al suo interno la foresta non lascia passare i raggi del sole mantenendo una penombra costante illuminata solo dal riflesso dei fogliami rosei e violacei. Le piante che crescono in quel bosco sono pregne di caratteristiche che fanno gola agli alchimisti di tutto il Mondo Ancestrale, così come le creature che le popolano. In verità il territorio degli Elfi Oscuri è ben protetto poiché essi ne sono molto gelosi e lo custodiscono con ferocia. Essi sono un popolo chiuso e misterioso, simile per alcuni aspetti a quello degl’elfi dei boschi che popolano la parte nord del Mondo Ancestrale, ma decisamente più inclini all’uso di metodi duri e violenti. I loro occhi sono capaci di vedere nel buio come fosse giorno, il loro abbigliamento rispetta a pieno il contesto in cui vivono e a tal proposito, sono abilissimi tessitori di abiti ai quali riescono a dare caratteristiche magiche. Questo sapere non viene assolutamente diffuso al di fuori del loro piccolo mondo, così come la loro abilità magica che abbraccia a pieno l’arte negromantica che padroneggiano in maniera magistrale.

Spostandoci verso la parte sud ovest del territorio, è sicuramente degna di nota la città morta di Varash, un tempo capitale del Regno Mavron. Della grandezza di questa città costruita sui pendii dei monti che delimitano le coste, non è rimasto altro che rovine. Ma la sua immortalità viene garantita dai testi di storia più disparati che ne raccontano la perduta bellezza e immensa ricchezza custodita nelle viscere della montagna. La città venne fondata dai Wi’dem, gli arcidemoni, durante la Prima Era per i loro Immortali. Grandi torri appuntite si slanciavano verso l’alto, i tetti realizzati con un materiale simile al vetro che riflettevano i raggi del sole e della luna sin ai confini del Mare di Etrea, come a voler sfidare gli Dei Elementali. Le sue piazze contavano grandi bracieri decorati, dono degli Elfi Oscuri, che diffondevano luci colorate su tutti i palazzi circostanti facendone uno spettacolo unico nelle notti più buie. L’ostentazione di tanto potere ebbe culmine successivamente alla Guerra degli Dei, quando le divinità Elementali intervennero sul Mondo Ancestrale. La città di Varash rimase per molto tempo ancora la capitale del Regno di Mavron ma cadde pian piano in decadenza. Le sue ricchezze sparirono pian piano per finanziare le guerre e le difese contro le forze del Caos finché, in seguito ad un devastante attacco marittimo per mano della città di Saluar, cadde definitivamente in rovina. Distrutta e saccheggiata, le sue statue caddero in mare e della sua grandezza non vi fu più traccia. Ad oggi essa rimane un luogo pieno di misteri e nostalgia, e solo gli dei sanno cosa celano ancora le profondità del mare.

A sud dell’impero si alzano le montagne, alti picchi si slanciano verso il cielo mentre il clima, dovuto all’altitudine, si fa più rigido. Ed è proprio in cima ad uno di questi monti che si trova un importante luogo di culto: il Monastero dell’Occhio di Mavron. Questa struttura che con il tempo è diventata quasi una vera e propria città, è un antico e formidabile Antro della magia. Al suo interno si sviluppano le conoscenze della magia d’illusione, di invocazione, negromanzia e fede oscura. Giovani stregoni provenienti da tutto il regno si recano in quel luogo freddo e scomodo pur di diventare studenti, venendo incontro a costi di iscrizione più che proibitivi. Il monastero vede al suo vertice un Maestro del Consiglio, spalleggiato a sua volte da due Maestri Minori. Per diventare Maestri Minori, inutile dire che è necessario appartenere ad una classe nobile. Il Consiglio dei maestri invece conta gli insegnanti più illustri del Regno che esercitano quindi all’interno del monastero. Questo gruppo di stregoni di spicco sono a capo del famoso Ordine della Fede Nera, il corpo d’élite che presta giuramento al Regno di Mavron. Solo i figli appartenenti a casata nobili o borghesi possono sperare di poter accedere a questo ordine, seguendo un rigido iter di accoglimento.

Intorno al monastero si è venuto a creare un piccolo borgo di umani di umili origini che sviluppano i mestieri legati alle miniere delle montagne lì presenti come la gilda dei costruttori, dei fabbri o dei gemmologi. Essi sono anche allevatori di bestiame e conciatori, sfruttano quindi le necessità dell’ordine sacerdotale per vendere le loro produzioni rispettando quindi anche esigenze elevate.
Infine, parliamo della capitale del Regno di Mavron, Ulvir, nonché vero fulcro della politica locale.
Ulvir è una città molto grande, protetta da tre cerchia di mura che si vanno ad alzare man mano che si cerca di penetrare nella città. Ogni cinta muraria è separata dall’altra da un abisso profondo e solo due ingressi, fatti da tre ponti levatoi e inferriate. Dal momento che la città non ha modo di potersi espandere in orizzontale, essa ha iniziato nell’ultima era a spingersi verso l’alto: sono state create grosse strutture ad arco che abbracciano l’intera città è sulle quali si sono sviluppati nuovi “piani” cittadini. Naturalmente sono passate ben poche generazioni prima che la città “sotto gli archi” sia diventata i bassifondi in cui abitano le classi sociali più povere, mentre andando verso l’alto sono visibili grandi giardini pensili e statue come simbolo della crescita della capitale. È proprio nelle parti più alte della città che troviamo il palazzo reale. Esso è sublime nella sua architettura, imponente nelle sue fattezze. Una grossa scalinata conduce ad un ingresso colonnato che “schiaccia” visivamente l’ospite con la sua maestosità. Il porticato infatti dà accesso alla struttura che ospita sia la famiglia reale che la sede degli Ordini di Mavron. L’Imperatore prende il nome di ASHA’ARAM Secondo, della famiglia reale Sergan. Scelto direttamente dalla Dea Mavron, detiene il potere assoluto su ogni ordine e tempio del Regno. Tra le tasse richieste dalla capitale vi è anche una percentuale del prodotto sviluppato da ogni artigiano, contadino o servizio del Regno. Questa tassa che è divisa in quattro parti (una a stagione) simboleggia in realtà il rinnovo del patto dei popoli di Mavron ed è quindi un gesto di grandissima importanza. La città conta al suo interno grandi maestri d’arte, che fanno uso di materie prime reperite localmente molto ricche.