Al confine est del Mondo Ancestrale, si trova una piccola porzione di terra delimitata da una foresta dalle caratteristiche particolari che neppure il Caos è riuscito a penetrare. Il Regno dei Drow infatti è un territorio poco esplorato pregno di magia nera. Poco distante dalla città morta di Setrus, città eretta dal Widem Nefrist durante la Prima Era successivamente distrutta dal Caos, la vegetazione si fa più fitta e coriacea: grandi piante grasse hanno infestato quelle che un tempo erano belle pianure coltivate, circondando man mano la Foresta Oscura quasi fossero mura naturali. Infatti molti sostengono che queste piante siano frutto della magia corrotta, un’arte vietata nei grandi Regni delle divinità ma praticata dai Drow, una razza particolare dalla pelle scura e le usanze peculiari.

Queste piante infatti sono carnivore e crescono molto rapidamente non lasciando spazio agli intrusi o esploratori che non abbiano il benestare dei Drow, appunto, che ne custodiscono le chiavi. La foresta Nera viene così chiamata proprio per i colori scuri che la caratterizzano. Dall’aspetto austero, gli esploratori che sono riusciti a vederla ne parlano come di una natura vivente e ostile che nasconde al suo interno temibili predatori i cui segni della corruzione sono più che visibili. Eppure vi è un ordine all’interno di questo piccolo mondo isolato apparentemente poco fertile, un equilibrio naturale da comprendere e da studiare.

Il Regno dei Drow ne rispecchia le caratteristiche: essi credono infatti che le altre razze siano solo gelose delle loro conoscenze e segreti, credono che qualsiasi forma di magia non potrà mai eguagliare il loro potere innato. Forse perché i Drow hanno sempre dovuto contare solo su sé stessi per sopravvivere, guadagnare la loro fiducia rasenta l’impossibile per i Regni che cercano la loro alleanza. La loro diffidenza fa sì che nessuno sia quasi mai il benvenuto nella loro società e se questo avviene, è per tempo molto limitato. I mercanti sono mal visti, ancor di più gli ambasciatori di altri Regni. Nutrono maggiore rispetto forse soltanto verso gli esploratori o gli assassini, coloro che da soli possono incutere rispetto. Sebbene contano numerosi guerrieri addestrati in maniera eccelsa, soprattutto assassini e spie dalle risorse magiche, raramente i drow schierano per cause che non siano esclusivamente di natura divina/religiosa, che comportino troppi rischi o che non portino vantaggi diretti.
I Drow vedono la ricchezza come indice di potere. Per questo innumerevoli sono le ricchezze, gli artefatti e i segreti custoditi all’interno della Foresta Nera. Il sistema politico si basa su una rigida gerarchia, in cui la scalata al potere è all’ordine del giorno. Infatti questo equilibrio si basa sull’odio reciproco: di natura matriarcale, sebbene di minore numero, sono le femmine a detenere il potere. I maschi si sfidano l’uno con l’altro pur di ottenere prestigio agli occhi delle dominatrici, spesso gelosi verso l’importanza e i favoritismi. Offendere la società dei Drow è rischioso, perché essi sono molto vendicativi e non rispettano codici di onore di alcun genere. Anzi, i drow considerano l’inganno e il tradimento mezzi raffinati con cui combattere le proprie battaglie sia verso l’esterno che verso l’interno. La componente religiosa ha un certo peso. Sebbene non venga seguita con cieca fede, viene mostrato profondo rispetto per la Dea Mavron essendo l’entità superiore che meglio rappresenta la loro stessa natura. Non resta difficile comprendere la loro propensione per lo studio della magia proibita e per la corruzione che questa causa. Anche se il culto di Mavron e gli Antri proibiscono alcuni studi proprio per tutelarsi da effetti incontrollabili, i Drow considerano le loro capacità una delizia per Mavron che li vede come il fiore all’occhiello tra i suoi fedeli.